CPIA 1 BRESCIA

Centro Provinciale Istruzione Adulti
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca

Voci dalla casa circondariale di Canton Mombello.

Prodotti del laboratorio di Scrittura creativa condotto da Giuliana Bedussi.


 

 

                                                     SPAZIO                                                  

Uguale raggio mi chiude
in un centro di buio
ed è vano ch’io evada.
Talvolta un bambino vi canta,
non mio. Breve è lo spazio,
e d’angeli morti sorride.
Mi rompe. Ed è amore alla terra,
ch’è buona se pure vi rombano
abissi di acque, di stelle, di luce.
Se pure aspetta, deserto paradiso,
il suo dio d’anima e di pietra.

QUASIMODO (poeta italiano 1901-1968)

 

                                                 

 

Lo spazio

Spazio dentro, fuori, ristretto, allargato, sognato, immaginato, vissuto.

 

 

BOSCO

“Quando ci si perde nel folto

di questo bosco, a volte,

occorre un po’ di tempo

prima di capire

che ci siamo persi davvero.

Per un lungo periodo,

ci convinciamo di esserci allontanati

appena di qualche metro dal sentiero,

sicuri di ritrovarlo da un momento all’altro.

I mesi passano,

noi abbiamo un’idea sempre più vaga

di dove ci troviamo.

Arriva il momento di ammettere che

 siamo talmente lontani e disorientati

da non sapere più

da che parte sorgerà il sole.”

MELY 18

 

DESERTO

“Il deserto è un luogo angusto e ostile dove la sopravvivenza è adatta a poche o meglio specifiche forme di vita. Vi è una corsa alla sopravvivenza per la temperatura altissima e per la scarsa e quasi assente acqua. Il deserto che mi circonda è un concerto di rumori e suoni ballerini portati dal vento sulle aspre dune dorate le quali mutano pur senza cambiare forma e posizione, nascondendo le precedenti impronte del mio passaggio. Tutto ricomincia e ogni transito non sarà mai uguale ad un altro. La vita si rappresenta così: perdersi per non ritrovarsi”

 MELY 18

 

LO SCOLAPASTA

“Si chiama scolapasta, ma è utile per mille usi, in genere è rotondo di plastica o in acciaio in diversi colori.

Oggetto che non si potrà mai riempire di materiale liquido da trattenere.

Qui lo tengo appeso al muro in bagno, è giallo.

Mi guarda quasi a volermi dire qualcosa.

E’pieno di buchi.

Anche dentro di me c’è uno scolapasta, ma non so se riuscirò ad usarlo per la pasta o per il riso.

Troppo larghi i buchi…forse un solo enorme buco.”

ROULETTE 18

 

L’ANIMA MIA È DESERTA

“Come un uragano che dal nulla sprigiona tutta la sua furia

senza aver paura di far male a qualcuno o a qualcosa,

come un mare senza la sua salsedine,

come un incendio senza le fiamme,

la mia anima sospira osserva e rivede.

Nulla la sfiora.

 

La sofferenza,

in una lacrima limpida,

emerge

da un occhio triste,

colmo di una rabbia ingiusta.

Più scende,

più racconta

il dolore di una apatia reale,

senza via d’uscita.

Si posa all’estremità del mento,

ma non gocciola,

aspettando

che la raggiungano

le sue sorelle sofferenti.

PLUFF!!!

eccola che cede

al suo grande peso

e aspetta di essere sfiorata

 con dolcezza e leggerezza

dal senso della vita.”

 

WALLO. N.

 

MARE

“Mare spumeggiante.

Tema di tanti pittori.

Gioia di grandi e piccoli.

Dentro in agguato il pericolo.

A volte lo sfidiamo.

Se vince lui finiamo in carcere.

La sua schiuma ci ricorda una bottiglia di champagne…buon auspicio.

Essere villeggianti è staccare la spina.

Bello farsi cullare dalle onde.

Le mani tentano di trattenere l’onda.

La nostra vita è come il mare: burrasca e calma piatta”

ROULETTE 18

 

IL SOGNO SPEZZATO

 

“Oasi. Come non pensarla in questo carcere che mi mangia l’anima. Illusione di tornare alla mia vita precedente. Credevo che questo viaggio fosse verso l’Eden, ma mi ha portato lontano dall’oasi sognata. Forse sono solo arrivato al centro della mia anima”

ULTIMODELLAFILA

 

UN ASINO NELLO SPAZIO

“Questi si sono inventati di mandarmi nello spazio. Io che sono un somaro lavoratore tremo dalla paura, mi trovo in una capsula dove lo spazio è ristrettissimo, per essere mandato in uno spazio infinito.

Si accendono i motori, sento l’altoparlante scandire meno tre, due, uno, zero e via verso l’ignoto! Man mano che salgo vedo sempre più piccola la terra, scorgo la mia stalla, i verdi prati dove giocavo con gli altri animali: mucche, cavalli, pecore. Li vedo sempre più piccoli. Intanto davanti a me una grossa palla: la luna.

Vado avanti e lei diventa sempre più gigantesca, tra breve metterò le mie zampe su di lei, cosa troverò?”

ROULETTE 18

 

SEDERSI E METTERSI DI FRONTE A DUE FOGLI

“A      come l’Alba della vita. La madre, il passaggio improvviso tra due elementi               vitali, l’aria e l’acqua, come prima prova di vita

B         come Bello. Tante accezioni, tante esagerazioni fino al culto dissennato, ma sempre e comunque un punto di riferimento non necessariamente solo estetico.

C          Crescere sempre. La fiducia riposta in qualcosa o qualcuno ha sempre un riscontro. La ricerca del positivo o del negativo è compito nostro. È crescita non sempre a buon mercato.

D            come Dio. Poco importa che lo si trovi su un crocefisso, rappresentato su un’icona, su un totem o altre rappresentazioni. Un punto fermo necessario al di là dei riti collettivi a volte fuorvianti e parziali.

E              come Essere. In sostantivo come essere umano, in verbo come esserci. Nascere è la partenza, vivere è la base, ma esserci è il compito, è la misura dei nostri mezzi.

F              come Fantasia. Guai chiuderla, guai averne paura, ma grande attenzione a non illudersi mai che nel paese delle meraviglie ci si possa stare per sempre.

G              come Gioventù. L’inizio della plasmazione dell’opera uomo, ma portiamocene sempre una goccia per tutto il percorso, teniamo il nostro fanciullino sempre per mano.

H               come Ho. Ho quindi sono. Grande limite e grande errore, la misura sbagliata che travisa e frena. Il possesso di qualcosa presuppone un limite, il pensiero no.

I                  come Immenso. Qualcosa da attraversare, qualcosa di cui illuminarsi lasciando una scia fatta di luce di buio di spazi.

L                  come Luoghi. Alla fine del percorso sedersi e mettersi di fronte a due fogli sui quali tracciare rispettivamente tanti puntini quanti sono stati i luoghi fisici e tanti quanti i luoghi dell’anima toccati, quindi unire i puntini come un passatempo enigmistico. Tanto più saranno simili i due disegni finali proporzionalmente dovrà salire una soddisfazione per un’esistenza equilibrata, coerente.

M                  come Madre. Esiste parola più piena più grande e più alta di questa?

N                   come Noi. L’insieme di tutti quelli che abbiamo anche solo sfiorato o pensato. A ciascuno di loro abbiamo dato o tolto. Ciascuno di loro ci ha dato o tolto.

O                  come Osare. D’azione o di pensiero, andare oltre, passo più o meno lungo, ma sempre e comunque un piede innanzi l’altro.

P                    come Perpetuo. È un caso che osare e perpetuo siano in sequenza?

Q                    come Quadro. Siamo opere d’arte o con la nostra esistenza vogliamo dipingere un quadro che ambisca ad esserlo? Sta qui la differenza Dorian Gray o Caravaggio?

R                     come Realtà. Guai a non essere anche funamboli, ma una corda di sicurezza ben salda alla via maestra della realtà non va mai dimenticata.

S                      come Sentimenti. Nello stesso serbatoio delle emozioni,

in una miscela mai equilibrata, ma piena di energia essenziale.

T                       come Traguardi. Che siano imposti o che siano autoimposti non sono da raggiungere ad ogni costo, ma sempre da considerare come tappe.

U                       come Umiltà. La conosci e la conservi solo se conosci te stesso. Quando trovi il sincrono tra potenzialità ed umiltà difficilmente il tuo moto perpetuo potrà interrompersi.

V                        come Voce. Solista, in coro, sussurrata, gridata, è sempre un’incisione nello spazio. Averla è uno splendido dono, saperla usare un doveroso e non facile impegno.

Z                           come Zanzare. Fastidi continui sul percorso, ma la zanzara è estiva, come il solleone, come le lunghe giornate di luce, come il riposo dal lavoro e di sangue che arriva al cuore ne abbiamo tanto…..”

BOGIO

 

IL SILENZIO

“Il silenzio è un grande alleato, spesso andiamo a cercarlo cercando di trovare quell’attimo fuggente di pace interiore.

Quando si era militari il suono della tromba ci diceva che era l’ora del silenzio….

L’avvicinarsi al nostro Signore, in una chiesa, ci porta ad un raccoglimento tra odore d’incenso e di candela e lì si sente quello strano silenzio, con qualcuno che magari bisbiglia una preghiera.”

ROULETTE 18

 

CELLA

Situazione oscura.

Vita malformata.

Perdita di persone care.

Libertà smarrita.

Schiavo di tutto.

Dolore fisico.

Ragionamenti senza senso.

Specchiarsi e non piacersi.

Paura di tutto e di tutti.

Razzismo strisciante.

Sapere di poter morire domani o fra un mese!

Sapere che la morte sta per chiamarti.

OPPRIMENTE.

Resto pensieroso.”

ROULETTE 18

 

SI CONTINUA A VIVERE

“Vita. La ricevi in dono, te ne impossessi piano piano, la nutri, a volte lei si nutre di te, la fai cadere poi la raccogli, ne riassembli i cocci con colle che si chiamano ora volontà, ora passione, ora disperazione. Fatalmente qualche pezzo si perde: può essere una persona, un momento, un sentimento, ma come la coda di una lucertola si rigenera e ti accompagna fino in fondo.

Ci teniamo per mano, quando sentiamo le dita che scivolano, serriamo la presa sempre più forte fino quasi a sentire dolore, a graffiarci e ferirci, tanto da vedere la linfa rossa che scorre.

Possiamo averla amata, odiata, maltrattata, ma nel distacco, nel momento di confidarci realmente con sé stessi senza freni, capiamo che il suono silenzioso della vita ci ha accompagnato senza sosta, sottofondo di ritmi variabili, suonati ed ascoltati, subiti o eseguiti,…insomma…vissuti…”

 BOGIO

 

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L’ALTRO

Sissignore!

“Tutti i vicini pensano
che noi siamo
strani.
e noi pensiamo
lo stesso di loro.
e facciamo
tutti
centro.
(Charles Bukowski poeta scrittore statunitense 1920-1994)

 

ALTRO

Altro da noi, altro in noi.

 

 

ECCOLI

“Mamma affettuosa,

papà giusto,

suora simpatica,

maestra dolce,

professoressa gentile,

Graziella estroversa,

Adriana il mio amore,

direttore comprensivo,

dottore dispotico,

amiche L. e R. non accoglienti,

frate un orrore,

agente autoritario,

casinò traditore,

ippodromo ingannevole,

vicino cafone.”

ROULETTE 18

 

LI VEDO COSÌ

“Vulnerabile,

lunatico,

paranoico,

superiore,

debole,

pignolo,

incompetente,

perso,

fragile,

creativo,

insopportabile,

indulgente,

innamorato,

assassino,

ingrato,

patetico,

impreciso,

cattivo,

insopportabile,

omosessuale,

permaloso,

possessivo,

pessimista,

fuoriclasse,

ricco,

presuntuoso,

pigro”

JERRY

 

LA STORIA

“La storia non è poi la devastante ruspa che si dice. Lascia sottopassaggi, cripte, buche e nascondigli.

C’è chi sopravvive.

La storia è anche benevola: distrugge quanto più può. Se esagerasse sarebbe meglio, ma la storia è a corto di notizie, non compie tutte le sue vendette.

La storia gratta il fondo come una rete a strascico con qualche strappo e più di un pesce sfugge. Qualche volta si incontra l’ectoplasma di uno scampato e non sembra particolarmente felice. Ignora di essere fuori, nessuno gliene ha parlato.

Gli altri nel sacco si credono più liberi di lui.”

MELY 18

 

GLI ALTRI...UNA VIA DI MEZZO

“Per fortuna esiste una via di mezzo

tra l’essere travolti e il non subire niente.

Accontentiamoci di ciò che incontriamo sul nostro cammino.

Tra il dolore e il rammarico veniamo sfiorati da una carezza gelida.

Sta a noi darle un senso affinché il gelo non prenda il sopravvento.

Sciogliere”

WALLO. N.

 

SCELTE

“Quando ero nella pancia di mia madre, volevo venire al mondo per aiutare gli uomini. Dio mi ha chiesto se volevo essere un maschio o una femmina.

Io volevo essere un maschio anche se sapevo che mia madre voleva una femmina.

Per questo ho detto a Dio che non volevo essere una bambina.

Ancora oggi e ancora qui, io sono un bambino di Dio.”

ULTIMODELLAFILA

 

MMHHH…GLI ALTRI?

“Ridare vita a ciò che non ha tinta con i colori che preferisco senza mutare la natura delle cose.

Non mi piace che gli altri scelgano per me.

Posso ascoltare il brusio che mi circonda e ricavarne suoni e parole, ma i colori li ho in mano io ed io solo decido.”

BOGIO

 

 

A TU PER TU

“Vorrei dirti che ti ho ritenuto sempre un grande amico, ma ti sei sempre mascherato illudendo chi ti avvicinava.

È vero che dai delle gioie che ti fanno arrivare alle stelle, ma spesso prevalgono le forze nefaste.

Il rientro a casa, dopo qualche ora trascorsa con te, cambiava il mio modo d’essere: o vittorioso con la voglia di spaccare il mondo o perdente(spesso) con la voglia di rintanarmi, a volte anche di morire.

Casinò, mio caro amico, ti ho voluto dedicare queste quattro parole per dirti che le nostre strade non si incontreranno più.”

ROULETTE 18

 

BEI RICORDI

“Mi ricordo quando con i miei cugini Mario, Santino, Pierenzo partivamo la mattina con l’autobus per andare a scuola a Castenedolo.

Tutti i giorni dell’inverno, anche se c’era la nebbia e in quegli anni c’era sempre, durante il pomeriggio andavamo all’oratorio a giocare a calcio.

Quando arrivava l’estate ci si ritrovava a dichiarare guerra alle lucertole con le tasche gonfie di sassi, i più tondi possibile, infine quando giungeva l’autunno ci si preparava per la ricerca dei funghi.

La persona che ho amato di più nella mia vita è stata la mia mamma, se ne è andata in cielo un mese fa.

Se dovessi raccontare le cose che ha fatto per me e le mie sorelle non basterebbe un libro intero.

Tutte le mattine mi preparava un panino imbottito da mangiare al lavoro. Questo e tante altre cose mi mancheranno.

Mi aveva abituato troppo bene.”

 JERRY

 

IL SAPUTELLO

“Il saputello è una persona che non sopporto., perché solo lui sa tutto e cerca sempre di controbattere, di prevalere sull’altro senza ascoltare.

Il saputello può essere anche dentro di noi, o meglio il bene sta a saggezza, il male sta a saputello.

Quindi possiamo dire che siamo in conflitto con noi stessi. Il bene vuol dire al male che la sua teoria è giusta, ma il male vuole con mille perché dimostrargli che la sua teoria fa acqua.

Quando facciamo del male, per un attimo cogliamo una grande soddisfazione, poi col passare delle ore, si comincia a rimuginare, a tirare fuori il senso di colpa.

Il bene e il male giocano a tirare la corda e vince la nostra parte più debole.

Non riusciamo a valutare le conseguenze.

Sfidiamo il carcere, che dovrebbe farci tremare, ma accettiamo il rischio per riempire quel certo non so che interiore che ci rende indifferenti alle conseguenze, ci basta colmare per pochi minuti quel “buco” dentro.

Qui si ha tempo di riflettere, di capire gli errori del passato, ci diciamo non lo farò più, ma la strana cosa si è ripetuta e ripetuta, quindi dobbiamo conoscerla questa forza negativa e trasformarla.

Solo allora il carcere sarà un ricordo, solo un posto dove abbiamo lasciato il nostro tempo, parte della nostra vita.”

ROULETTE 18

 

 

Sintesi di Giuliana Bedussi

 

Lo spazio e l’altro completano il percorso iniziato l’anno precedente con il tempo e lo sguardo.

Si guarda noi e l’altro in uno spazio e in un tempo dati.

 Peccato che spazio e tempo siano in un carcere.

La speranza non muore mai, ma una vita degna di essere vissuta sì.


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News inserita il: 28/06/2018